Casaletto Spartano

Casaletto Spartano, adagiato a 400 metri di altitudine su un piccolo pianoro immerso nei boschi alle falde del Monte Vallicorvo, è un borgo medievale dell’entroterra del Golfo di Policastro, al confine tra Campania e Basilicata. Inserito nel Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, custodisce uno dei tesori naturali più amati del Sud Italia: la cascata dei Capelli di Venere. Ma Casaletto è anche centro storico fortificato fatto di vicoli lastricati, scalinate e palazzi nobiliari, e terra che ha avuto un ruolo nelle vicende del Risorgimento italiano.

La cascata dei Capelli di Venere

A circa un chilometro dal centro abitato, in località Capello, sorge l’Oasi Capelli di Venere, area naturale protetta attraversata dal Rio di Casaletto (detto anche Bussentino), affluente del fiume Bussento. Qui le acque cristalline scendono sottili e perpendicolari come una chioma fluente, dando vita a una cascata di rara bellezza tra le più celebri di tutta la Campania, meta di visitatori da tutta Italia.

Il nome poetico deriva dalla felce Capelvenere (Adiantum capillus-veneris), dalle fronde verdi e leggere che crescono rigogliose sulle rocce bagnate. L’incontro tra l’acqua, il muschio e il vapore crea giochi di luce e rifrazioni che rendono il luogo quasi fiabesco; non a caso un’antica leggenda lega questo angolo incontaminato alla dea Venere, che ne avrebbe fatto il suo rifugio segreto. Ai piedi della cascata, vasche e piscine naturali dalle acque gelide invitano a un bagno ristoratore anche in piena estate.

L’oasi è un piccolo mondo da esplorare: passerelle in legno, un ponte normanno in pietra che sovrasta la cascata, sentieri naturalistici per il trekking e un antico mulino ad acqua restaurato e visitabile. Diversi percorsi collegano il borgo alla frazione Battaglia, costeggiando il fiume e i numerosi mulini storici lungo il suo corso.

Informazioni utili per la visita

  • Dove: Area attrezzata «Capello», lungo la SP16 – Via Nazionale, a circa 1 km dal centro di Casaletto Spartano (SA)
  • Percorso: circa 3 km tra andata e ritorno, dislivello contenuto, sentiero ben segnalato e adatto a famiglie; durata circa un’ora
  • Biglietto: contributo di € 3,00 a persona, comprensivo di parcheggio, area pic-nic attrezzata con servizi e accesso ai sentieri
  • Periodo migliore: da maggio a settembre; consigliato il mattino per godere della tranquillità del luogo

Approfondimenti istituzionali: la scheda dedicata sul portale del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni.

Il centro storico: vicoli, scalinate e palazzi baronali

Il borgo conobbe il suo massimo splendore tra il XIV secolo e la fine della feudalità, quando era casale delle terre di Tortorella sotto i Conti Sanseverino e poi i Caracciolo. Il centro storico conserva ancora oggi l’impianto medievale di centro fortificato: un dedalo dalle sembianze di labirinto, fatto di strette viuzze lastricate in pietra, gradoni e incantevoli piazzette.

Cuore pulsante del paese è la piazza del Municipio, dove sorge la Chiesa Madre di San Nicola di Bari, patrono del borgo: la sua facciata risale al XII secolo e una lapide in latino, posta all’ingresso della navata sinistra, ne ricorda la consacrazione avvenuta nel 1177. Tra le emergenze architettoniche spiccano i fastosi palazzi baronali del nucleo antico e Palazzo Menta, sede di una mostra permanente che ricostruisce l’evoluzione degli usi e delle tradizioni locali attraverso i secoli.

Curioso anche il toponimo: l’appellativo «Spartano», aggiunto dopo l’Unità d’Italia, non ha nulla a che vedere con l’antica Sparta, ma deriva dallo sparto, una graminacea diffusa nelle campagne locali, un tempo usata per realizzare corde robuste, ceste e panieri.

Le bellezze storico-architettoniche del borgo sono documentate nel Catalogo Generale dei Beni Culturali del Ministero della Cultura.

Fede, storia risorgimentale e dintorni

A circa 3 km dal centro, raggiungibile attraverso il suggestivo sentiero panoramico delle «Rocche», si erge il Santuario della Madonna dei Martiri (Santa Maria ad Martyres), meta di pellegrinaggi, che custodisce un’antica scultura in pietra calcarea della Madonna del Cammino, venerata fin dall’epoca dei monaci Basiliani. Altri edifici sacri di interesse sono la Cappella di San Rocco del 1633 e, nella frazione Battaglia, la Chiesa di Santa Maria della Stella accanto all’imponente Palazzo Gallotti, riconoscibile per le torrette ai quattro angoli.

Casaletto Spartano ha inoltre un posto nella storia dell’unificazione d’Italia: nella frazione Fortino — rarissimo caso di borgo diviso tra due regioni, Campania e Basilicata — fecero sosta prima Carlo Pisacane nel 1857, durante la Spedizione di Sapri, e poi Giuseppe Garibaldi nel 1860, durante la Spedizione dei Mille, come ricorda una lapide del 1923.

La tradizione gastronomica locale, legata all’agricoltura e all’allevamento ovino, offre prodotti tipici come la capra cilentana e il rinomato prosciutto casalettano, lavorato dalle famiglie secondo tecniche tramandate da generazioni.

Come arrivare e quando visitare

In auto, il riferimento è l’uscita autostradale di Padula-Buonabitacolo sull’A2 del Mediterraneo: si prosegue sulla superstrada in direzione Caselle in Pittari, poi sulla strada provinciale fino a Casaletto Spartano; superato il centro, l’oasi si raggiunge in pochi minuti. In treno, la stazione più vicina è Sapri, da cui si prosegue con autobus o taxi. Il borgo e la cascata danno il meglio di sé nella bella stagione, ma anche in autunno e primavera regalano scorci suggestivi tra i boschi del Cilento più verde. Si consigliano calzature comode per affrontare scalinate e sentieri.

Casaletto Spartano vi aspetta: un borgo dove natura incontaminata, storia medievale e memoria risorgimentale si fondono in un’esperienza autentica, nel cuore segreto del Cilento.


Fonti e approfondimenti: Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni · Catalogo dei Beni Culturali – MiC · Wikipedia.