Caselle in Pittari

Caselle in Pittari, arroccato a circa 440 metri di altitudine su una collina dominata da una torre medievale, è un borgo dell’entroterra del Golfo di Policastro, nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il suo nome, di derivazione latino-medievale, significherebbe «piccole case sul monte pietroso», a indicare le prime abitazioni sorte sul Monte Pittari. Qui, dove il fiume Bussento sprofonda nelle viscere della terra, natura, carsismo, archeologia e radici contadine si fondono in un’esperienza autentica, lontana dal turismo di massa.

L’Inghiottitoio del Bussento: il viaggio sotterraneo del fiume

Il vero gioiello di Caselle in Pittari è l’Inghiottitoio del Bussento, uno dei fenomeni carsici più affascinanti e imponenti d’Italia. Il fiume Bussento, che nasce dal versante meridionale del Monte Cervati — la vetta più alta della Campania — si inabissa qui in un colossale abisso sotterraneo, per riemergere circa 6 km più a sud sotto l’abitato di Morigerati, nell’Oasi WWF delle Grotte del Bussento. Per estensione del percorso ipogeo, questo tragitto è secondo in Italia solo a quello del fiume Timavo.

Si raggiunge percorrendo un sentiero in discesa che restituisce subito la percezione di un imponente complesso ad anfiteatro, con pareti alte quasi 150 metri. L’ingresso della grotta è un grandioso portale ad arco naturale, alto circa 25 metri e largo oltre 10, soglia di un misterioso mondo sotterraneo. Il territorio, di grande interesse speleologico, custodisce anche altri inghiottitoi e cavità suggestive, come quelli di Orsivacca e Caravo.

Approfondimenti istituzionali: la scheda dei luoghi del territorio sul portale dei Cammini Bizantini – Cammino di San Nilo, progetto finanziato dal Ministero del Turismo, e la pagina FAI dedicata alle grotte di Caselle in Pittari.

Il centro storico: la torre, i palazzi e i portali

Il borgo antico, rimasto pressoché intatto, si sviluppa su due livelli. La parte alta, detta u’ Castieddu (il Castello), si raccoglie attorno alla torre medievale e alla Chiesa Madre di Santa Maria Assunta in Cielo, entrambe risalenti alla seconda metà del XII secolo, regalando un panorama mozzafiato fino al Monte Cervati, alle rocce del Monte Bulgheria e, al tramonto, alle luci del Santuario di Novi Velia. La parte bassa, costruita fuori dall’antica cinta muraria, si affaccia sulla valle.

In entrambe, le viuzze si snodano capillarmente tra cappelle e dimore storiche, custodendo gli splendidi portali in pietra dei palazzi d’epoca, testimonianza dei secoli in cui Caselle fu possedimento normanno e svevo, poi feudo dei Conti Sanseverino. Cuore architettonico del paese è il Palazzo Marchesale, evoluzione di una fortezza normanno-sveva già esistente ai tempi di Federico II e trasformato in dimora signorile nel tardo Rinascimento: ne conservano memoria la porta, il fossato, un tratto di mura e la merlatura con feritoie da cui un tempo attaccavano gli arcieri.

Le bellezze storico-architettoniche del borgo sono documentate sul portale turistico di InfoCilento.

Il Palio del Grano e la Biblioteca del Grano

Caselle in Pittari custodisce un’identità contadina viva, che ogni estate trova la sua massima espressione nel Palio del Grano, in programma a luglio. Si tratta di una coinvolgente gara di mietitura manuale del grano, come si faceva un tempo, che mette in sfida gli otto rioni del paese, ciascuno gemellato con un paese «compare» che ne condivide la filosofia. Dopo la pesatura del grano e la proclamazione del rione vincitore, la festa si chiude con un grande pranzo collettivo: un rito comunitario che rinnova il legame atavico di questa terra con la mietitura e la condivisione.

Legata a questa vocazione è la Biblioteca del Grano, un’area di sperimentazione agricola avviata nel 2008, dove si coltivano in piccoli lotti decine di varietà di grano: una vera e propria raccolta vivente di semi antichi e rari, ceppi autoctoni e cultivar da tutelare per le generazioni future.

Archeologia, spiritualità e sapori

A pochi chilometri dal centro, la zona archeologica di Laurelli conserva i resti di un insediamento e di una necropoli lucani del IV secolo a.C., testimonianza delle antiche civiltà che presidiavano la «via del sale» lungo il corso del Bussento. Sul versante del monte si trova invece l’Eremo di San Michele Arcangelo, santuario rupestre legato alla figura di San Nilo, meta di pellegrinaggio immersa nel silenzio e nella natura. Caselle in Pittari è infatti la quarta tappa del Cammino di San Nilo, percorso che attraversa il Cilento.

La cucina locale rispecchia fedelmente la tradizione enogastronomica del territorio, con piatti dal gusto semplice e riconoscibile: dalla minestra mmaretata («minestra sposata») agli involtini con salsa di provolone, fino agli strufoli avvolti nel miele caldo. Tra gli eventi più attesi, le sagre estive del Cinghiale e del Salame.

Come arrivare e quando visitare

In auto, il riferimento è l’uscita di Padula-Buonabitacolo sull’A2 del Mediterraneo: si prosegue sulla superstrada «Bussentina» fino allo svincolo per Caselle in Pittari. La stazione ferroviaria più comoda è quella di Sapri, da cui si raggiunge il borgo in auto. Il periodo ideale va dalla primavera all’autunno; chi vuole vivere l’anima più autentica del paese non dovrebbe perdere il Palio del Grano a luglio. Per la visita all’inghiottitoio e ai sentieri si consigliano calzature comode e, dove richiesto, l’accompagnamento di guide esperte.

Caselle in Pittari vi aspetta: un borgo dove la forza dell’acqua e della pietra incontra la memoria contadina, all’inizio del viaggio sotterraneo del Bussento, nel cuore verde del Cilento.


Fonti e approfondimenti: Cammino di San Nilo – Cammini Bizantini · FAI – Fondo Ambiente Italiano · InfoCilento.