Roccagloriosa, arroccata a circa 450 metri di altitudine su uno sperone roccioso che fa da spartiacque tra le valli dei fiumi Mingardo e Bussento, è un piccolo borgo del Basso Cilento dove si respira una storia millenaria. Nel territorio del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni — patrimonio UNESCO — a nord del Monte Bulgheria, è un vero e proprio «balcone» sul Golfo di Policastro, con una vista che spazia fino a Palinuro. Il suo nome unisce Rocca, per la posizione arroccata, e Gloriosa, in onore della Vergine venerata nella chiesa del castello. Ma il tesoro che rende unico questo borgo è il suo straordinario patrimonio archeologico lucano.
L’area archeologica della città dei Lucani
Sul colle dei Capitenali, gli scavi hanno portato alla luce uno dei più importanti siti archeologici della Campania: i resti di un insediamento osco-lucano fiorente tra il IV e il III secolo a.C., l’unica testimonianza finora conosciuta di un abitato stabile di questa civiltà nel Cilento. Il sito si configura come un parco archeologico immerso nella macchia mediterranea, un tempo difeso da una poderosa cinta muraria in calcare che circondava il pianoro per circa 1,2 km, realizzata con blocchi parallelepipedi messi in opera a secco e in parte ancora visibile lungo il percorso di visita.
Le prime frequentazioni del luogo risalgono già al II millennio a.C., con tracce dell’Età del Bronzo e del Ferro, ma è in epoca lucana che il centro conobbe il suo massimo sviluppo, fungendo da snodo commerciale tra la costa e le popolazioni dell’interno. Particolarmente suggestiva è la necropoli monumentale in località La Scala, esterna alle mura, con tombe a camera e copertura a doppio spiovente risalenti alla seconda metà del IV secolo a.C.; le tombe 19 e 24 hanno restituito i corredi più ricchi.
L’area si raggiunge attraverso il suggestivo sentiero Capitenali-La Scala, un percorso nella natura che regala panorami sul Monte Bulgheria e sul Golfo di Policastro: archeologia e paesaggio si fondono in un’unica esperienza.
Approfondimenti istituzionali: la scheda dell’Antiquarium di Roccagloriosa sul portale del Ministero della Cultura.
I musei e gli «Ori di Roccagloriosa»
I reperti rinvenuti negli scavi sono custoditi in due raccolte museali nel centro storico, che insieme ricostruiscono l’identità degli antichi abitanti e in particolare del ceto guerriero lucano.
L’Antiquarium «Sabato Balbi», in Piazza del Popolo, espone i grandi vasi dipinti scoperti nelle tombe monumentali, insieme a ornamenti metallici e vasi a figure rosse. Il Museo Civico Archeologico «Antonella Fiammenghi», allestito nella quattrocentesca chiesa nel Borgo Sant’Antonio, conserva corredi funerari, ceramiche a figure rosse e a vernice nera, statuette in terracotta e preziose lamine bronzee con iscrizioni in alfabeto greco e lingua osca. Tra i pezzi più celebri spiccano «gli Ori di Roccagloriosa», i raffinati gioielli e oggetti in oro rinvenuti nella tomba 9, di altissima oreficeria.
Informazioni utili per la visita
- Dove: i musei si trovano nel centro storico di Roccagloriosa (SA); l’area archeologica è sui colli Capitenali-La Scala
- Orari: nel periodo estivo (in genere giugno-settembre) apertura pomeridiana/serale; nel resto dell’anno la visita è spesso su prenotazione, quindi conviene contattare in anticipo il Comune per confermare orari e modalità
- Durata consigliata: almeno un’ora e mezza per area archeologica e antiquaria, oltre al tempo per il cammino lungo i sentieri
Il centro storico: vicoli, portali e palazzi signorili
Il borgo conserva il fascino degli antichi insediamenti cilentani, con scalinate tortuose, vicoli stretti, cortili in pietra e sotterranei nascosti, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. La passeggiata nel centro storico è un susseguirsi di pregevoli portali in pietra e palazzi nobiliari: Palazzo La Quercia (nato come convento nel XV secolo e poi trasformato in dimora signorile, custode di un importante dipinto di cultura figurativa lucana), Casa Falco, Palazzo Pappafico, Casa Perilli, Palazzo Prota e Palazzo Cavaliere, fino al raffinato Portale Balbi, scolpito con fiori e disegni geometrici.
All’ingresso del Borgo si incontra la caratteristica Fontana dei Tre Cannoli (1893), collegata da cisterne sotterranee al lavatoio delle Fontanelle, mentre tra le numerose chiese merita una menzione la Cappella del Santissimo Sacramento, detta di Sant’Angelo, voluta nel XVI secolo da Marino Crasso, medico personale dell’imperatore Carlo V. Particolarmente suggestive sono le tradizionali processioni del Sabato Santo.
Eventi, sapori e natura
In estate il borgo si anima con «La Rocca delle Arti», manifestazione che per alcuni giorni trasforma i vicoli medievali in un palcoscenico a cielo aperto, con percorsi culturali, artistici ed enogastronomici, artisti di strada, musica, laboratori e antichi mestieri. Da non perdere anche la Sagra della Salsiccia e dei Cavatelli in agosto, occasione per gustare la salsiccia artigianale e i cavatelli fatti a mano, piatti simbolo della tradizione cilentana. Il territorio, tra i fiumi Mingardo e Bussento e la macchia mediterranea, offre inoltre numerosi sentieri ideali per il trekking, come quello che collega Castel Ruggero a Roccagloriosa.
Come arrivare e quando visitare
In auto si percorre la superstrada «Cilentana» con uscita Roccagloriosa. Le stazioni ferroviarie più comode sono Celle Bulgheria-Roccagloriosa e Policastro Bussentino. La primavera e l’autunno sono le stagioni ideali per godere della fioritura e dei colori del Cilento senza il caldo estivo, e per visitare con calma scavi e musei; l’estate offre invece gli eventi del borgo. Per la visita all’area archeologica e ai sentieri si consigliano calzature comode.
Roccagloriosa vi aspetta: un borgo-balcone sospeso tra due valli, dove i tesori dei guerrieri lucani, i portali in pietra e i panorami sul Golfo di Policastro raccontano millenni di storia nel cuore del Basso Cilento.
Fonti e approfondimenti: Ministero della Cultura – Antiquarium di Roccagloriosa · Visit Cilento · Touring Club Italiano.


